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L’Albero delle Ciliegie

Domenica 25 maggio, nel magico bosco di Selva Reale si terrà una festa gustosa per celebrare le Ciliegie. Prima di darvi tutti i dettagli dell’iniziativa a cura di Coloribo, vogliamo raccontarvi una storia molto simpatica. Buona lettura

C’erano una volta due amiche Marta e Melinda. In una mattina soleggiata, presero il cestino e si addentrarono all’interno del bosco canticchiando e giocando a rincorrersi tra gli alberi.. All’improvviso si parò, davanti a loro, un enorme albero ricco di frutti rossi. Le due bimbe si fermarono e decisero, visto l’altezza dei rami, di mettersi una in spalla all’altra, per poter raccogliere un po’ di ciliegie. (altro…)

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La mamma è sempre la mamma

Essere madre implica amore, forza, coraggio. Essere madre è una responsabilità eterna verso la vita che ha generato. Essere madre è amore incondizionato e inesauribile.

locandina festa della mammaOgni anno celebrare la Festa della Mamma è un passo importante per ogni membro della famiglia. Regalare una giornata capace di riconoscere la fatica, i sacrifici e la maestosità di una mamma è sempre un punto chiave, generazione dopo generazione. Esiste un filo indistruttibile tra madre e figlio, un amore incontrastato e indissolubile. Proprio su questo filo conduttore è costruito il laboratorio creativo che si svolgerà domenica 11 maggio, dalle ore 11 alle 13, presso il Parco Naturale Selva Reale. A ciascuna coppia verranno consegnati dei cartoncini di carta rilegati ad un libro e ad un filo rosso, che dovrà attraversare tutte le pagine in maniera casuale. Da questa traccia, mamma e figlio/a inventeranno, illustreranno e racconteranno una storia. Il nome del laboratorio creativo è appunto Il Filo Rosso, un’occasione nuova affinché mamme e figli possano trascorrere delle ore di creatività e condivisione e sentire in modo profondo la sensibilità della festa. Il laboratorio creativo rappresenta un’opportunità importante per far comprendere ai bambini, sin dalla tenera età, quanto fondamentale sia condividere semplici momenti di vita insieme ai genitori, con cui sono legati da un indistruttibile “filo rosso”. Clicca qui per l’evento Facebook.

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Pesce d’Aprile: la leggenda

Oggi è il primo giorno di aprile, ci avete pensato a fare qualche scherzetto? Ma, più che altro, avete mai pensato a chi possa aver creato questa TRADIZIONE? Oramai la consideriamo, ogni anno, in automatico ma, da dove nasce? Tra le varie leggende popolari, ne esiste una che narra che la creazione del mondo terminò proprio il 1°aprile e in quel giorno il Signore tornò in cielo. I primi uomini creati erano come storditi e non sapendo cosa fare si misero a cercare il cibo per sfamarsi e un posto riparato per passare la notte; molti intralciavano le ricerche dei più intraprendenti, finché, in una confusione generale, i più sciocchi furono inviati lontano a prendere cose inesistenti: nasce così da questo aneddoto l’usanza di mandare i creduloni in giro a cercare ciò che non esiste. 

Ma non è tutto: un’altra leggenda risale al 154 a.C., data che segnava l’inizio del mondo oppure, un’altra ancora, l’inizio del solstizio di primavera, sinonimo del rinnovamento della terra una volta terminato l’inverno. Una notizia curiosa, girando per il mondo, è che in Scozia invece, il Pesce d’Aprile dura due giorni: il secondo, chiamato Taily Day (Giorno delle natiche), gli scozzesi si divertono attaccando dietro le spalle del Gawk (il tonto) un cartello con la scritta Kick me (Prendimi a calci). Insomma, ad ognuno la propria tradizione, l’importante è che resti nel tempo.

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Mr. Peabody e Sherman al cinema

Mr. Peabody è un cane  eccezionale, dotato di un intelletto superiore si è separato dal branco in tenera età e ha conquistato tutto quel che uno scienziato può conquistare (fino al nobel) oltre ad eccellere nello sport. Sentendosi solo ha però deciso di adottare un bambino e per educarlo ha inventato una macchina del tempo con la quale portarlo di epoca in epoca a vedere la storia con i propri occhi. Quando però Sherman dovrà andare a scuola si scontrerà con un mondo meno ovattato di quello che ha conosciuto con il suo padre adottivo. Preso in giro per essere figlio di un cane Sherman risponde a violenza con violenza scatenando l’interesse dei servizi sociali che mirano a separarlo dal padre animale. Intanto un incidente con la macchina del tempo li fa viaggiare attraverso diverse epoche fino a causare un paradosso che potrebbe porre fine a tutto il mondo.

Quando però Sherman dovrà andare a scuola si scontrerà con un mondo meno ovattato di quello che ha conosciuto con il suo padre adottivo. Preso in giro per essere figlio di un cane Sherman risponde a violenza con violenza scatenando l’interesse dei servizi sociali che mirano a separarlo dal padre animale. Intanto un incidente con la macchina del tempo li fa viaggiare attraverso diverse epoche fino a causare un paradosso che potrebbe porre fine a tutto il mondo. Fin dallo spunto è evidente quale sia il fine primario di mr. Peabody & Sherman: non certo raccontare una storia davvero coinvolgente (la narrazione è davvero troppo sconclusionata e poco armonica) ma intrattenere ed educare, far passare nozioni storiche attraverso la lente del divertimento e della parodia. Un concetto di intrattenimento intelligente per bambini da anni ’60, decade dalla quale infatti provengono i personaggi, protagonisti all’epoca di una serie per la televisione a puntate, contenuta in uno show tutto di cartoni. L’improbabile storia di Mr. Peabody era un prodotto a modo suo rivoluzionario per la sagacia dei dialoghi, la raffinatezza dell’umorismo e la peculiarietà dei personaggi, uno dei primi a dimostrare che l’animazione può essere più che pupazzi in movimento. Il miracolo di questo primo lungometraggio della coppia è quindi di portare nella modernità un prodotto così vecchio stampo riuscendo a replicarne i punti di forza senza necessariamente adattarlo a quel che oggi si fa al cinema con i cartoni. Mr. Peabody & Sherman è quindi un film che parla ai bambini in maniera differente da come facciano i film contemporanei, li carezza con mano benevola da nonno invece che dargli di gomito come un amico più sveglio, insegna nozioni con sagacia invece che mostrare un modo di pensare adulto e complesso applicato a racconti solo in apparenza triviali. E’ dunque come un elemento di rottura per il cinema d’animazione contemporaneo, tutto bilanciato sui medesimi standard e il medesimo linguaggio, che il film di Minkoff si presenta, volutamente infantile nella storia ma intelligente nell’umorismo e colto nei riferimenti.

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Belle e Sebastien al cinema

Durante la seconda guerra mondiale, nel villaggio alpino del piccolo Sébastien si scatena una caccia alla bestia pericolosa ritenuta responsabile delle stragi di pecore. Uomini armati di fucile, tra cui lo stesso César, che fa da nonno a Sébastien, sembrano non pensare ad altro che a volerla catturare e sopprimere. Ma il bambino ha conosciuto la bestia da vicino, sa che non ha ucciso lei le pecore e che si tratta solo di un dolcissimo Pastore dei Pirenei, in fuga da un padrone violento. Riuscirà il piccolo Sebastien a mettere in salvo la sua nuova amica, la gigantesca Belle? Più di una generazione ricorda vividamente la serie animata per la tv, le corse di Belle e Sebastien sui prati, il sapore francese, il mélo giapponese, la sigla che, una volta entrata in testa, non se ne andava più. Eppure non molti, con ogni probabilità, sentivano il bisogno di un nuovo film sull’argomento, temendo preventivamente l’ennesima operazione nostalgia. Nicolas Vanier ci fa ricredere tutti quanti, con quest’opera visivamente magnetica e narrativamente forte, che si prende molte libertà rispetto al racconto originale ma si riempie anche d’inedite implicazioni con la trasposizione della storia al tempo della seconda guerra mondiale. (altro…)

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