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Alimentazione e sport in età evolutiva – i consigli dell’esperto

Uno stile di vita attivo e sano e un’alimentazione secondo i principi della “vera” dieta mediterranea, sono importanti per tutta la popolazione e tanto più per gli sportivi. Gli agonisti, per tendere ad ottimizzare le proprie prestazioni fisiche, devono soprattutto tutelare la loro salute ed evitare stili di vita scorretti e alimenti dannosi. Parlare di alimentazione e sport può significare parlare di sana alimentazione in giovani dilettanti che praticano sport due o tre ore alla settimana o di particolari strategie ed esigenze di agonisti sottoposti ad impegnativi allenamenti quotidiani. Per i primi bisogna soprattutto fare attenzione a non ipernutrirli sopravvalutando il loro dispendio energetico. Spesso, infatti, dopo l’oretta di palestra o piscina, si credono giustificate super-merende  con panini giganti, esagerate porzioni  di focaccia o purtroppo, talvolta con cibi contenenti grassi saturi, quali merendine confezionate e patatine fritte accompagnate anche da  bibite zuccherate, considerate tra i fattori maggiormente implicati nell’aumento dell’obesità mondiale degli ultimi decenni. Utilizziamo quindi porzioni adeguate di cibi naturali, non trascuriamo l’assunzione di frutta di stagione ed evitiamo i “cibi spazzatura”.

Per i giovani agonisti invece, bisogna sapere innanzitutto organizzare l’assunzione e la composizione dei pasti tenendo conto dell’orario e della durata dell’allenamento o gara, distribuendo i pasti in modo da apportare giornalmente la giusta quantità e qualità di alimenti e arrivando a cominciare l’allenamento evitando disagi da stomaco troppo pieno ma al contempo con livelli di glicemia adeguati e stabili. Mentre riguardo l’adeguatezza della loro alimentazione,  oltre che ad eventuali eccessi, è importante sorvegliare per evitare che la dieta sia troppo povera in quantità e qualità. Può succedere infatti che i giovani agonisti, per difficoltà organizzative, cattivi consigli o disturbi da ansia da prestazione, mangino poco e/o male, con conseguente rischio di ipo-malnutrizione che può comportare danni alla salute come ad es. anemia, calo della performance, perdita di massa muscolare, amenorrea e osteoporosi. Altri due fattori importanti da ricordare sono una corretta idratazione e la sorveglianza sulla possibile insorgenza di segni o sintomi di disturbi del comportamento alimentare  che nella popolazione dei giovani agonisti sono più frequenti che in quella dei loro coetanei non agonisti o sedentari.

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Dott. Domenico Meleleo

Domenico Meleleo è nato a Bari e risiede a Canosa di Puglia (BT). E’ specialista in Pediatria e pediatra di famiglia. Perfezionatosi in Umana e dermatologia Pediatrica, è docente (a.c.) di “Nutrizione pediatrica” all’Università di Camerino (MC), Coordinatore Comitato Didattico Sezione Puglia della SIO (Società Italiana dell’Obesità), componente Comitato Scientifico SINSEB (Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere), coordinatore della sede di Bari della Scuola Sanis (Scuola di nutrizione e integrazione nello sport), consulente di numerosi atleti agonisti di alto livello, sia adulti che in età evolutiva. Contatti: info@domenicomeleleo.it sitoweb: www.domenicomeleleo.it

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I consigli del pediatra

- Devo inserire mio figlio di un anno tra poco a gennaio al nido. Dovrà anche dormire lì. Qual è il problema? E’ tetta dipendente per l’addormentamento…come faccio in un mese e mezzo a farlo dormire tranquillo da solo? 

Purtroppo non c’è un metodo per abituarlo a dormire da solo perché, finché ci sarà la mamma a portata di mano, lui la pretenderà. Quando si ritroverà al nido senza la mamma, pian piano si adatterà alla nuova situazione.

- A che età è giusto che il bambino sappia leggere e scrivere? 5 anni è troppo presto?

No. Alcuni bimbi riescono ad imparare già a cinque anni. L’importante è non forzarli eccessivamente, sia nell’imparare, sia soprattutto, dopo che hanno imparato.  Il fatto che abbia imparato a leggere e scrivere a cinque anni non significa che sia un genio dal quale pretendere sempre performance superiori alla media.

- Ho un tremendo raffreddore e sto ancora allattando la mia bimba di quasi 10 mesi. Cosa può succedere?

Niente. Continui pure ad allattare. Prima di assumere farmaci però, consulti il suo pediatra per sapere se sono permessi durante l’allattamento.

Se avete delle domande da porgere al nostro dottore di fiducia, scriveteci a info@selvareale.it; in alternativa scriveteci alle nostre pagine facebook oppure iscrivetevi al nostro gruppo Le mamme di babyvip.

Dott. Domenico Meleleo

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Dott. Domenico Meleleo

Domenico Meleleo è nato a Bari e risiede a Canosa di Puglia (BT). E’ specialista in Pediatria e pediatra di famiglia. Perfezionatosi in Umana e dermatologia Pediatrica, è docente (a.c.) di “Nutrizione pediatrica” all’Università di Camerino (MC), Coordinatore Comitato Didattico Sezione Puglia della SIO (Società Italiana dell’Obesità), componente Comitato Scientifico SINSEB (Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere), coordinatore della sede di Bari della Scuola Sanis (Scuola di nutrizione e integrazione nello sport), consulente di numerosi atleti agonisti di alto livello, sia adulti che in età evolutiva.Contatti: info@domenicomeleleo.it

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Il kit del viaggiatore. Estate e bambini – le parole dell’esperto

Finalmente si parte per le vacanze. Ma andare in giro con un bimbo, soprattutto se piccolo, può comportare con una certa frequenza  piccoli inconvenienti di tipo medico che, oltre a far soffrire il piccolo, mettono spesso a disagio tutta la famiglia.

E’ bene quindi  prepararsi  a prevenire o affrontare tali evenienze. Cominciamo con il viaggio e la chinetosi, cioè il mal d’auto o il mal di mare per chi viaggia in nave. Innanzi tutto cerchiamo di evitare di far mangiare il bambino poco prima di partire e limitiamo il più possibile l’assunzione di cibo durante il viaggio. L’acqua potrà essere data al bambino ma un sorsetto ogni tanto. L’uso di farmaci quali gli antistaminici o gli antiemetici (chewing gum, sciroppi, supposte) è una scelta da concordare con il proprio pediatra che eventualmente li prescriverà prima del viaggio. Abbastanza efficaci e di auto prescrizione prodotti a base di zenzero (gocce o crackers )che si possono trovare in farmacia.

Arrivati alla località della vacanza ci sarà da affrontare i problemi relativi al caldo e all’esposizione al sole. Il bimbo non è un adulto di dimensioni ridotte. Il suo organismo sopporta il caldo e la disidratazione meno di quello di un adulto, quindi evitiamo di tenere i  bimbi molto piccoli (soprattutto sotto i due anni ) tutto il giorno all’aperto , in ambienti troppo caldi e soprattutto nelle ore più calde della giornata e proteggiamo i bimbi di tutte le età dalla cosiddetta “insolazione” facendogli indossare un cappellino se stanno molto tempo al sole e proponendogli spesso di bere. Riguardo l’esposizione al sole poi, non dimentichiamo di proteggere i nostri piccoli con una crema solare con un fattore protettivo elevato ed in ogni caso, durante i primi giorni di vacanza al mare, evitiamo di esporli al sole per molte ore.

Riguardo la “farmacia da viaggio” per affrontare eventuali problemi di salute, è bene portare con sé una lozione repellente contro le zanzare (esistono formulazioni specifiche per bambini) e una crema a base di un cortisonico in associazione con un antibiotico (prescritta dal proprio medico) per curare eventuali  punture d’insetto o irritazioni da alghe urticanti particolarmente dolorose che spesso tendono a sovrainfettarsi.  E’ importante portare sempre un farmaco antifebbrile/antidolorifico (in genere il paracetamolo o l’ibuprofene), dei probiotici (impropriamente chiamati fermenti lattici) per contrastare eventuali diarree e delle bustine di soluzione reidratante e di prodotti per contrastare la chetosi (cioè l’acetone) da usare in caso di vomito. L’uso di supposte a base di farmaci antiemetici (contro il vomito), e quindi la loro presenza nella farmacia di famiglia, deve essere concordato con il proprio pediatra. Per i piccoli traumi è bene avere a portata di mano un disinfettante, delle garze e dei cerotti e per le piccole escoriazioni sono molto comodi ed efficaci degli spray a  base di collagene ed argento colloidale.  Dopo un eventuale trauma, ricordarsi di applicare al più presto una borsa di ghiaccio per alcuni minuti e successivamente può essere utile l’applicazione di una crema a base di arnica. I genitori di piccoli pazienti che soffrono di patologie croniche o ricorrenti , quali ad esempio le allergie e l’asma, devono ricordarsi di portare in viaggio i farmaci specifici per tali patologie.  Ricordiamoci infine che la prescrizione di un antibiotico è un atto medico, quindi in caso di febbre persistente o quando si sospetta un infezione o qualche altro disturbo importante, evitare autoprescrizioni e consultare sempre un medico.

Dott. Domenico Meleleo

Specialista in Pediatria

www.domenicomeleleo.it

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La frutta è buona e fa anche tanto bene

La frutta è una nostra alleata da sempre. E’ il primo cibo che l’uomo ha mangiato e continua a mangiarlo da milioni di anni. La natura ha fatto in modo che quando un animale mangia il frutto fa del bene sia alla pianta che a se stesso: contribuisce alla sopravvivenza di quella specie vegetale – poiché fa si che i semi contenuti nel frutto vengano lasciati lontano dalla pianta che li ha creati e possano creare nuove piante – e alla tutela della propria salute in quanto la frutta è amica dell’organismo. Chi mangia frutta beneficia di numerosi vantaggi per la salute. Rispetto ai cereali a parità di peso la frutta contiene meno zuccheri e quindi mangiandola, si corrono meno rischi di esagerare con le calorie.  I particolari  zuccheri contenuti nella frutta, insieme alla presenza di tante fibre, fanno in modo che durante la digestione, la concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia) aumenti gradualmente e resti costante per almeno un paio d’ore. Si favorisce così la sazietà diminuendo la “tentazione” di mangiucchiare continuamente, evitando di far aumentare la glicemia troppo velocemente e di innescare di innescare nell’organismo tutta una serie di meccanismi metabolici che portano a far ingrassare e ad aumentare la produzione di sostanze dannose che favoriscono l’insorgenza di malattie. La frutta contiene anche tanta acqua che aiuta ad idratarci meglio (visto che spesso ci dimentichiamo di bere) e tante altre sostanze utili quali i sali minerali, le vitamine e altre sostanze dette antiossidanti. Non bisogna dimenticare una regola che vale per tutti gli alimenti: NON ESAGERARE per evitare di assumere troppa energia e un brutto… mal di pancia. E’ importante poi scegliere frutta di stagione e possibilmente prodotta non troppo lontano dalla città in cui la compriamo, ma soprattutto attenzione a lavarla molto bene prima di mangiarla !

Ah ! Dimenticavo… la frutta poi è anche tanto colorata. A me i colori mettono allegria. E a voi ?

Buon appetito!

Dott. Domenico Meleleo

Domenico Meleleo è nato a Bari e risiede a Canosa di Puglia (BT). E’ specialista in Pediatria e pediatra di famiglia. Perfezionatosi in Umana e dermatologia Pediatrica, è docente (a.c.) di “Nutrizione pediatrica” all’Università di Camerino (MC), Coordinatore Comitato Didattico Sezione Puglia della SIO (Società Italiana dell’Obesità), componente Comitato Scientifico SINSEB (Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere), coordinatore della sede di Bari della Scuola Sanis (Scuola di nutrizione e integrazione nello sport), consulente di numerosi atleti agonisti di alto livello, sia adulti che in età evolutiva.Contatti:  info@domenicomeleleo.it

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Con un amico gatto

Condividere la casa con un animale domestico stimola il sistema immunitario nei bambini. A dichiararlo un recente studio su bimbi finlandesi compiuto da ricercatori coadiuvati dai genitori dei piccoli. Sporco e microbi sembrerebbero difenderci da molte allergie, allontanando le infezioni alle alte vie respiratorie. “Genitori rilassatevi e concedete ai vostri figli l’esperienza unica di crescere accanto ad un amico a quattro zampe!” 

Una nuova ricerca pubblicata a giugno su Pediatrics dimostra che i bambini che hanno vissuto, durante il primo anno di vita, a contatto con un animale domestico si ammalano meno frequentemente. Lo studio confema anche, che un ambiente troppo pulito non è un luogo ideale per i piccoli. Condividere la casa con un cane o un gatto può stimolare le difese immunitarie. Lo studio, infatti, prova che lo sporco e i microbi portati in casa dagli animali domestici potrebbero rafforzare le comunità di batteri, lieviti utili e altre creature microscopiche che vivono nel corpo di un bambino nella prima fase di sviluppo. I ricercatori europei hanno monitorato la salute di 397 bambini finlandesi nati tra il mese di settembre 2002 e il mese di maggio 2005. I genitori, dalla nona settimana in poi, avevano il compito di compilare un diario settimanale per documentare la salute dei propri figli; dovevano annotare se i bambini presentavano muco nel naso, se soffrivano di otiti, se avevano la gola arrossata, il sintomo della tosse o altre patologie legate all’apparato respiratorio e ovviamente dovevano anche scrivere l’eventuale somministrazione di antiobiotici.

Le nuove scoperte potrebbero placare l’ansia di genitori troppo ansiosi e contro la convivenza del proprio figlio con un animale domestico. Il consiglio elargito sempre dalla Fisher a questa tipologia di genitori è di tenere un cane o un gatto dentro casa perché preserva da molte allergie; grazie a questi ultimi studi, la dottoressa sente di poter affermare con molta tranquillità che, i bambini hanno meno probabilità di infezioni alle alte vie respiratorie nel primo anno di vita se vivono con un animale domestico. 

Fonte: ilcambiamento.it

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