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Funghi: proprietà e tipologie

Cosa ci porta l’autunno? Castagne, uva ma soprattutto funghi. Cerchiamo di scoprire insieme tutte le loro caratteristiche.

Tipologie:

  • porcini: si trovano tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno nei boschi di castagne e querce;
  • chiodini: si raccolgono in cespi e nascono in famigliole su tronchi di alcune piante, sono in genere utilizzati per le conserve sott’olio;
  • ovoli: hanno la forma di un uovo, appena nati, quando crescono i cappello aumenta di dimensione e acquisisce una colorazione tra il giallo e l’arancio;
  • Finferli o gallinacci: si trovano anche alla fine della primavera, il cappello è ad imbuto e la consistenza è fibrosa;
  • Cardoncelli: sono tipici della Murgia barese, hanno un cappello largo e sono ideali da preparare in forno al cartoccio, si trovano ad inizi e fine autunno e inizi primavera.

Proprietà:

Utilizzati nelle diete ipocaloriche perché non contengono grassi, offrono un apporto energetico basso pari a circa 20 calorie per 100 gr. Contengono proteine e vitamine, Sali minerali e il 99% è formato da acqua. E ancora fosforo, importante per le ossa, rame, selenio, potassio che aiuta a regolare il ritmo cardiaco.

Munitevi di cestino e andate in cerca di funghi, insieme alla vostra famiglia ovviamente.

 

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Novembre: cosa fa bene al nostro corpo

In men che non si dica è arrivato anche il mese di novembre. Manca poco a Natale ma non sottovalutiamo le potenzialità di questo mese che segna il varco tra l’autunno e il freddo inverno. Scopriamo insieme quali sono gli ortaggi e la frutta di stagione, cosa fa bene al nostro corpo e a quello dei nostri bambini, cosa possiamo trovare nei nostri supermercati di fiducia.

Frutta stagionale del mese di Novembre

  •       Ananas Banane
  •       Arance
  •       Cachi
  •       Limoni
  •       Mandorle Noci Nocciole
  •       Kiwi
  •       Mele Pere
  •       Uva

Ortaggi stagionali del mese di Novembre

  •       Barbabietole Coste
  •       Radicchio
  •       Carciofi
  •       Topinambur
  •       Zucca
  •       Carota
  •       Patata
  •       Cipolle
  •       Broccoli Cavolfiore Cavolini di Bruxelles
  •       Cavolo Verza Finocchi
  •       Insalata invidia lattuga rucola
  •       Sedano
  •       Spinaci Erbette
  •       Carciofi Cardi
  •       Patate

Ricchi di sostanze nutritive, vitamine e sali minerali. Ottimi per la preparazione di piatti disparati ma golosi. Immergetevi in un nuovo mese dell’anno e coglietene ogni novità.

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10 motivi per scegliere il Tè verde

GreenStyle ci catapulta nel mondo invernale, fatto di coperte e tè caldo da assaporare di fronte alla tv e al caminetto. Ecco almeno dieci motivi per scegliere, per il prossimo inverno, il tè verde.

Nel caso in cui non l’abbiate mai provato ecco per voi 10 motivi per prendere in considerazione questa gustosa e davvero salutare bevanda. Se invece siete già amanti del tè verde, ma sottovalutate le sue molte proprietà benefiche ecco l’occasione per scoprire qualcosa in più sulla vostra bevanda preferita:

  1. Contribuisce a mantenere lasalute dentale. Grazie alla forte presenza di EGCG (Epigallocatechingallato), il tè verde contrasta i batteri dannosi (Streptococcus mutans) presenti nel cavo orale riducendo i rischi ad essi collegati come la carie;
  2. Bere tè verde aiuta a prevenire il possibile insorgere del cancro ovarico. A sostenerlo uno studio della Curtin University, secondo il quale un consumo regolare (meglio se più di una volta al giorno) di questa bevanda favorirebbe la protezione delle ovaie dalle forme tumorali. Anche gli uomini possono giovare delle sue proprietà, in quanto uno studio del 2010 pubblicato su Cancer Science sostiene come alcune delle sostanze contenute in questo rimedio naturaleinducano le cellule cancerogene della prostata all’autodistruzione;
  3. Recenti studi attribuiscono al tè verde anche la capacità di inibire il metabolismo di alcune forme tumorali come il tumore al seno e quello aipolmoni. Quest’ultima forma subirebbe inoltre un vero e proprio arresto della proliferazione delle cellule cancerogene;
  4. Discorso analogo per quanto riguarda il tumore al colon-retto: molteplici studi attribuiscono al tè verde la capacità di arrestarne il progresso;
  5. È ricco di antiossidanti, non ultimi i già citati EGCG (responsabili per quasi tutti i benefici descritti fino ad ora). Grazie a questi preziosi alleati si possono contrastare i radicali liberi oltre a contribuire alla prevenzione di malattie cardiovascolari e di patologie croniche come le artriti;
  6. Consumare in maniera regolare del tè verde aiuta a proteggere la pelle dai raggi UV, riducendo il fenomeno dell’invecchiamento precoce e prevenendo gli altri possibili danni causati dai raggi ultravioletti. Un ottimo aiuto anche nel combattere le rughe;
  7. Aiuta a mantenersi in forma bruciando i grassi. La sua azione di accelerazione del metabolismo consente di bruciare più calorie e porterebbe, secondo quanto riportato in uno studio della Tufts University, a una perdita di peso nella zona della pancia incrementata del 77% rispetto al normale;
  8. Il tè verde permette, sfruttando ancora una volta gli EGCG, di riequilibrare i livelli di zuccheri nel sangue ottimizzando la risposta insulinica e prevenendo i pericolosi picchi di zuccheri nel sangue;
  9. È dello scorso marzo l’annuncio del Centro Nazionale Nipponico Cardiovascolare e Cerebrale riguardo le capacità del tè verde di prevenire l’ictus. Stando ai dati forniti dal Dr. Yoshihiro Kokubo la riduzione del rischio di sviluppare la patologia sarebbe nell’ordine del 20%;
  10. Diventare amanti del tè verde potrebbe essere più semplice del previsto. Anche se ai primi assaggi potrebbe ad alcuni risultare poco gradito, l’invito è a non rinunciare subito. Esiste una notevole varietà di aromatizzazioni pronte a rendere la vostra bevanda più vicina ai vostri gusti. Inoltre può essere consumato anche freddo, puro o in alcune delle sue molte varianti (ad esempio con estratto di bergamotto o limone).
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Carote: varietà, proprietà, come adoperarle

IoBenessere ci catapulta nel mondo della natura e ci fa conoscere ogni particolarità della carota.

[highlight]Origine[/highlight]: La carota (Daucus carota), della famiglia delle Ombrellifere, è una pianta erbacea spontanea la cui origine probabilmente è da attribuirsi alla parte centrale del continente asiatico (Afghanistan) e che venne coltivata in Europa per scopi curativi già dai Greci, anche se testimonianze confermano il suo impiego anche in periodi precedenti a Cristo.

[highlight]Varietà di carote[/highlight]: Esistono moltissime varietà di carote che si differenziano in primis per il colore: rossa, gialla, bianca, nera earancione. Noi tratteremo in questo articolo di quelle più diffuse, quelle classiche arancioni che a loro volta si differenziano in base alla lunghezza della radice

[highlight]Composizione e contenuti[/highlight]: Le carote sono alimenti poco calorici e quasi senza grassi, molto ricche di sostanze utili al corpo e in particolar modo di:

  • Fibre
  • Alfacarotene
  • Betacarotene (precursore della vitamina A)
  • Sali minerali quali potassio, ferro, calcio, fosforo, sodio, rame e magnesio
  • Vitamine come la C, D, E,  B2 e B6
  • Glucidi quali levulosio, destrosio

Tutti questi componenti rendono le carote degli alimenti insostituibili in una corretta alimentazione. Il betacarotene, insieme all’alfa carotene e alla luteina sono i responsabili del colore arancio delle carote e maggiore è l’intensità di questo colore, maggiore è la presenza di questi elementi.

[highlight]Proprietà principali[/highlight]: In breve le carote hanno diverse proprietà:

  • Galattogena (facilita la secrezione lattea nelle puerpere)
  • Emmenagoga (stimola il flusso mestruale se scarso)
  • Carminativa (stimola la produzione di succhi gastrici e aiuta la digestione)
  • Epatica
  • Diuretica
  • Purificatrice (del sangue)
  • Lenitiva (per l’apparato digerente e intestinale)
  • Idratante
  • Riparatrice (dei tessuti cutanei e della vista)
  • Antiossidante

Approfondiamo bene adesso tutti i benefici che possiamo trovare mangiando quotidianamente carote.

[highlight]Un importante alleato in caso di gastrite, ulcera[/highlight]: Le carote hanno un ruolo fondamentale nell’equilibrio e nella protezione dello stomaco: la carota rinforza e impermeabilizza le pareti dello stomaco difendendolo dai microorganismi nocivi. L’ideale per ottenere i risultati migliori è assumere le carote sotto forma di centrifuga, oppure mangiare delle carote ben cotte in quanto riescono ad assorbire in modo migliore l’eccesso di acidità presente nello stomacofavorendo la digestione e migliorando lo stato di infiammazione dovuto alla gastrite. In caso di ulcera, è stato dimostrato che un’alimentazione ricca di carote favorisce la rimarginazione delle ferite ulcerose.

[highlight]E anche per problemi intestinali e di fegato[/highlight]: il succo di carota è un grande equilibratore della flora intestinale e trova impiego nelle infezioni e tossinfezioni di questo organo, nelle convalescenze, dopo un’assunzione prolungata di antibiotici o farmaci chimici. Inoltre è un potente rimineralizzante. Per queste due proprietà (eubiotico intestinale e mineralizzante) trova impiego in modo particolare nell’azione di riequilibrio intestinale. Le carote contengono delle fibre particolari, che assorbono molta più acqua rispetto per esempio alla crusca: sono quindi indicate sia in caso di dissenteria (perché assorbono molta acqua) sia in caso di stitichezza (perché aumentano il volume delle feci).

[highlight]Tonifica fegato e reni[/highlight]: Mangiare abitualmente carote aiuta il nostro corpo a tonificare il fegato e rigenerandone le cellule; spesso viene utilizzata la carota per indigestioni, coliche, congestione epatica, cirrosi; è considerata buona dopo una fase acuta dell’epatite, un violento attacco biliare o avvelenamento da droghe. La carota agisce sui sistemi di disintossicazione grazie alla sua abilità di stimolare la produzione di urina e l’eliminazione di tossine e scorie con la tonificazione dei reni.

[highlight]Migliora i nostri occhi[/highlight]: Tutte quelle persone che hanno problemi di vista, in particolare durante il crepuscolo o nella visione notturna, è possibile che abbiano carenza di vitamina A: mangiando carote il disturbo è stato dimostrato migliorare. Inoltre uno studio condotto sulla popolazione finlandese compresa tra i 40 e gli 83 anni è stato dimostrato che una carenza di vitamina A e di betacaroteni aumenta il rischio di cataratta. In sostanza le carote sono un toccasana per occhi e vista, capace di prevenire diversi problemi e disturbi grazie anche all’alto contenuto di antiossidanti.

[highlight]Carote, pelle e bellezza[/highlight]: Le carote sono un ottimo rimedio contro gli inestetismi della pelle: in caso di acne è molto utile l’assunzione in grandi dosi di vitamina A, che però porta con sé alcuni effetti collaterali che invece non si presentano mangiando carote; anche qui il consiglio è di bere succo e centrifuga di carote. Ricordiamo che l’assunzione di carote non produce maggiore abbronzatura in quanto il betacarotene si deposita solo a livello del derma e non arriva fino allo strato più esposto al sole, l’epidermide; il betacarotene non è un abbronzante come può esserlo invece la melanina. La vitamina A è comunque da considerarsi come lavitamina della pelle: molto utile in caso di pelle secca, rughe, acne, dermatosi, assenza di lacrimazione. Il betacarotene è molto utile per la crescita e la riparazione dei tessuti e aiuta a mantenere la pelle bella e sana, mentre una sua carenza può portare ad avere una pelle secca e squamosa. La radice fresca, finemente triturata, si può utilizzare come maschera di bellezza per nutrire il viso.

[highlight]Sistema circolatorio e respiratorio [/highlight]: Le carote sono dei grossi contenitori di antiossidanti e di antiinfiammatori e per questo motivo riescono a proteggere il cuore e il sistema cardiocircolatori, a prevenire l’arteriosclerosi e l’invecchiamento, oltre a  aiuta a innalzare il livello di emoglobina. Studi recenti sulle carote hanno riscontrato una proprietà molto singolare e importante per tutte le persone che soffrono di ipercolesterolemia: le fibre solubili della carota (calcio pectato) riescono a legare grazie a proprietà biochimiche gli acidi biliari che si trovano nel circolo sanguigno; questo processo porta a un maggior consumo di colesterolo da parte dell’organismo per la formazione degli acidi biliari sottratti in precedenza: è questo processo che dona alle carote la proprietà di abbassare i livelli di colesterolo. Hanno inoltre altre proprietà utili per prevenire le infezioni dell’apparato respiratorio e per proteggerci dall’inquinamento; sembra inoltre che consumare anche solo una carota al giorno prevenga il tumori epiteliali e in particolare quello ai polmoni. Una ricerca olandese condotta nel 1993 su 21 persone accanite fumatrici (più di 15 sigarette al giorno) ha mostrato come assumendo una carota al giorno si diminuisse l’incidenza delle malattie da raffreddamento aumentando il potere del sistema immunitario.

[highlight]Non solo betacarotene[/highlight]: Oltre al beta-carotene studi recenti hanno dimostrato su un campione di 15.000 adulti seguiti per 12-18 anni che l’alfa-carotene contenuto nelle carote è un potente allungatore della vita. Come riporta il Corriere della Sera: “I livelli plasmatici di alfa carotene sono risultati inversamente associati con il rischio di mortalità per tutte le cause e in particolare per malattia cardiovascolare e tumore (anche dopo aver considerato variabili quali l’età e lo stile di vita)”. Questo trova conferma nel fatto che l’alfa carotene è un forte antiossidante capace di eliminare i radicali liberi, causa primaria delle malattie cronico degenerative quali i tumori (in particolar modo quelli epiteliali, polmonari, della cavità orale e del colon).

[highlight]Come sceglierle e consumarle[/highlight]: La carota deve essere dritta, senza macchie o biforcazioni e la parte interna, il “cuore”, un po’ legnosa deve essere di diametro preferibilmente piccolo. Meglio acquistarle con la presenza di cambi, perché molto ricchi di sali minerali e con i quali si possono preparare delle minestre o aggiunti nelle insalate. Per conservarle l’ideale è l’utilizzo di una sacchetto di carta tenuto in un luogo fresco, asciutto e lontano dal sole: le carote sono facilmente ossidabili (diventando scure )e in genere è consigliabile conservarle per massimo 5-7 giorni e consumarle subito appena tagliate o cotte. I carotenoidi sono sostanze solubili nei grassi e quindi per aumentarne la biodisponibilità e l’assorbimento durante il pasto da parte del corpo è consigliabile mangiare carote con olio extravergine d’oliva. Il consumo migliore che si può fare di una carota è, secondo me la centrifuga, ma anche a crudo: cuocere o bollire le carote fa perdere parte degli elementi utili contenuti in esse, anche se rende più biodisponibile il betacarotene. Le radici delle carote, se provenienti da terre biologiche o da orti casalinghi, andrebbero pulite delicatamente e non raschiate e tagliate.

[highlight]Controindicazioni[/highlight]: Il betacarotene è un fonte molto importante di vitamina A per il nostro corpo, ma un suo consumo eccessivo può avere l’effetto collaterale di aumentare la pigmentazione giallastra della pelle. Niente paura, in genere basta abbassare i consumi di carote giornalieri per tornare ad un colorito naturale della pelle. Meglio non esagerare in caso di diabete.

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Gelato e bambini. Dove, quando, come?

Il gelato è un ottimo alimento per i nostri figli, nutriente, dissetante, rinfrescante, perfetto soprattutto quando fa più caldo. Meglio quello artigianale o quello industriale? Quante volte alla settimana? E a partire da che età?

Artigianale o industriale? “Ci sono tre categorie di gelato” premette Giuseppe Morino, responsabile dell’Unità Operativa di Dietologia Clinica presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: il gelato artigianale, realizzato in loco con materie prime fresche; il gelato semiartigianale, fatto sempre in loco ma utilizzando una base industriale, alla quale si aggiungono frutta fresca, latte fresco o altri ingredienti che caratterizzano un determinato gusto; il gelato industriale, fatto completamente dall’industria e poi trasportato al punto vendita conservando la catena del freddo. Da un punto di vista calorico non c’è molta differenza fra i tre tipi, poiché la differenza è data dagli ingredienti di base: si tratta di gelato con la panna, una porzione avrà oltre 300 kcal, se al latte ne avrà circa 200, se alla frutta ne conterrà circa 100. Dal punto di vista della sicurezza, nel gelato industriale vengono eseguiti a monte una serie di controlli rigidi, che garantiscono il rispetto delle norme igieniche; ma se la gelateria artigianale osserva scrupolosamente le varie norme igieniche, è assolutamente ‘sicuro’ anche il gelato artigianale. In entrambi i gelati possono esser presenti additivi, come emulsionanti o coloranti: sono spesso di derivazione naturale e comunque sono sempre sostanze lecite per legge. La vera differenza può essere di gusto. Essendo fatto con ingredienti naturali e freschi, il gelato artigianale (o anche semiartigianale) ha un gusto migliore. Se però si ha lì esigenza di avere il gelato a casa disponibile in ogni momento, quello industriale è senz’ altro più comodo”.

Quante volte si può dare al bambino? “Partendo dal presupposto che il gelato non è ‘un di più’ o una semplice bevanda, ma un alimento vero e proprio, con un apporto calorico e nutrizionale – di carboidrati, grassi e proteine – ben definiti, può rappresentare un ottimo spuntino, una merenda o un dopocena di una cena equilibrata, da dare pure tutti i giorni” precisa Morino. “Se però il bambino tende al sovrappeso, meglio limitarlo a un paio di volte alla settimana, dando la preferenza ai gusti di frutta ed evitando in ogni caso l’aggiunta di panna.

Tra cono, gelato al biscotto e coppetta, meglio l’ultima, così non si vanno ad aggiungere le calorie della cialda. Teniamo presente infine che, appena mangiato, il gelato ha un buon potere saziante, ma l’effetto dura poco e facilmente dopo un po’ il bambino avrà di nuovo fame: a quel punto gli potremo dare un po’ di frutta fresca, che sazia senza dare un apporto calorico eccesivo”.

A partire da quando? Il gusto del dolce è innato nel bambino quindi è qualcosa che lui gradisce senz’altro. Lo si può dare tranquillamente come merenda o spuntino al compimento dell’anno di vita. Una volta introdotto, va bene anche dargliene una porzione, sia pure piccola, senza farlo ‘penare’ con assaggini in punta di cucchiaino!

Gusti sì e gusti no? “All’inizio scegliamo i gusti più semplici, come il fiordilatte, ed evitiamo quelli contenenti coloranti che, pur se naturali, potrebbero provocare in soggetti predisposti delle reazioni allergiche” consiglia il dietologo. “Meglio evitare nel primi tempi anche la cioccolata, la frutta esotica, le fragole, la panna, la frutta secca (nocciole, mandorle) e naturalmente il caffè o i gusti che non esistono in natura (tipo certi gelati dai colori innaturali, come il celeste!)”.

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