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La nostra storia: Parte terza

Nella prima parte di questa storia “a post” abbiamo parlato di personaggi chiave del successo di Parco Naturale Selva Reale. Primo fra tutti “l’uomo dei fiori”. E’ lì da sempre, da quando il primo proprietario ha dato vita a quello che è diventato un meraviglioso bosco incantato. Per lui la natura non ha misteri: conosce tutti i nomi degli alberi, delle piante e del sottobosco. Conserva il segreto “gastronomico” delle specie arboree e preserva gli amici animali da situazioni di disagio.

E a questo punto parliamo anche dell’arrivo degli esemplari della fauna caratteristica del territorio murgiano e anche di quella non autoctona, ma che ben si adatta al nostro clima. Ora asini, cinghiali, capre tibetane e girgentane, daini, cervi, pony, struzzi, alpaca, animali di bassa corte e tanti volatili trovano rifugio, amore e cure nel Parco Naturale Selva Reale.

E attenti a non chiamarlo Zoo!

I nostri amici hanno a disposizione spazi immensi, non sono alla mercé dei visitatori e non vengono sottoposti a nutrimento forzato. Sono liberi, amati e non temono il contatto con l’uomo. Sono abituati alle amorevoli attenzioni dei bambini, che giungono nel bosco per svolgere attività con le scuole in uscita didattica, per prendere parte agli eventi della rassegna Il Magico Bosco o semplicemente a passeggio con i propri genitori.

Leggi anche Parte prima e Parte seconda

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Vento di libertà

La direzione del vento sta cambiando. L’aria è più leggera, i profumi più delicati, i cuori più docili e le palpebre decisamente più socchiuse. Non è un sortilegio della nostra Fata Quercia. E’ in arrivo la Primavera. La stagione degli amori, delle gite fuori porta, delle lunghe passeggiate sotto il sole, di sguardi che si incontrano e di occhi che si riscoprono. La Primavera non è soltanto una “zona tempolare”: è una filosofia di vita, una finestra spalancata su un mondo celato dal freddo; è un abbraccio universale, il dolce sorriso mattutino, il sapore della libertà.

E quando la Primavera inizia a fare capolino, nel Parco Naturale Selva Reale ogni più piccolo dettaglio brilla di gioia. Percorrere i sentieri del bosco e trovare una primula che timidamente dà il benvenuto; imbattersi in due asinelli che si scambiano versi d’amore; e il verde. Non avete idea di quante sfumature cromatiche si racchiudano in un solo colore, e ogni scia racconta l’emozione della rinascita.

Vediamo insieme quali sono le differenze visibili sulla Murgia, dove sorge Selva Reale: in primavera, per alcune settimane, l’altopiano appare come una distesa di verde punteggiata di bianco, giallo e rosso  per la  fioritura di asfodeli, ferule, cardi, papaveri, cisti ed orchidee di vario genere. Per pochi giorni alcuni versanti assumono tonalità cerulee  per la splendida  fioritura del rarissimo Lino di Tommasini. Dal mese di maggio in poi entra in  fioritura il Lino delle fate che trasforma i prati in un ondulato mare argentato. (altro…)

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La casetta di Hansel&Gretel a Selva Reale

Nasce qualcosa di magico a Selva Reale, unico ed irripetibile. Sino ad ora era stato possibile vedere una cosa del genere solamente nelle favole, adesso è possibile anche toccarla. Si tratta della preziosissima casetta di Hansel&Gretel, quella tutta ricoperta di dolci che i piccoli cominciarono a mangiare con gusto.

Hänsel e Gretel, figli di un povero taglialegna che non riesce più a sfamare la famiglia, sono stati condotti nel bosco dal padre e dalla matrigna, che il padre aveva sposato poco prima, con la scusa di far legna: lì, i due bambini vengono abbandonati. Vagando per la foresta, i fratellini trovano finalmente una radura, dove vedono una piccola casa. Si avvicinano e, con stupore, scoprono che la casetta è tutta fatta di dolci, che loro, per la fame, si mettono a mangiare. Mentre stanno sgranocchiando le pareti di marzapane, dall’interno della casa spunta una vecchietta. Molto affabile, questa si offre di ospitare i due fratelli. I bambini, non sapendo dove andare, accettano grati la sua ospitalità. Ma ben presto Gretel e il fratello si rendono conto di non essere più liberi, bensì prigionieri della vecchia, che si era finta benevola quando in realtà è una strega che mangia i bambini: il maschietto – troppo magro – viene messo all’ingrasso dentro a una gabbia, così da metter su un po’ di carne perché è destinato a diventare il pasto della strega, ben decisa a mangiarselo quanto prima (in questo riprende la tradizionale vicenda di Angel). Gretel – che, dovendo fare le pulizie, è libera di girare per la casa – riesce con un trucco a spingere la strega dentro la stufa, bruciandola. Libera Hänsel e così, i due bambini, impadronitisi dei beni della strega, tornano a casa dal padre ormai ricchi e senza problemi economici per il futuro.

Da visitare tutte le volte che vorrete, assieme ovviamente ai vostri bambini. Viva le favole e viva la magia!

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