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Con i compiti delle vacanze

L’estate è quasi agli sgoccioli e tra un po’ si ritorna scuola. Zainetto, grembiule e quaderni rappresentano l’allegria dei più piccoli prima dell’inizio dell’anno scolastico. Ma i compiti? Organizzarsi è la parola chiave ogni anno ma non è sempre facile.

Deabyday.tv ci regala alcune idee interessanti riguardo l’argomento.

Le vie di mezzo sono sempre le migliori.

  • Cerchiamo di motivare i nostri figli, sostenerli, incoraggiarli e aiutarli nello svolgere almeno buona parte dei compiti che hanno da fare durante le vacanze.
  • Aiutiamoli senza sostituirci a loro, ovviamente. Proviamo anche a dare il buon esempio. Quanto tempo è che non leggiamo un libro?
  • Aiutiamoli cercando di mantenere il clima rilassato di una vacanza, sia per noi che per loro
  • Cerchiamo di evitare l’atmosfera da catastrofe incombente, che spesso regna intorno all’eventualità che non li finiscano
  • Approfittiamo per cercare di responsabilizzarli rispetto ad un generico incarico (compito) che ricevono . La scelta di farli, non farli, farli bene, farli male è la loro responsabilità. Una scelta e le sue conseguenze: in positivo e in negativo. Questo aspetto è già un processo educativo.
  • Proviamo a stabilire un’ora al giorno di impegno scolastico, nel quale anche noi svolgeremo un impegno, che non è vacanza.
  • Evitiamo pressioni ricattatorie, minacce, grida, ma anche ricompense, regali extra e suppliche. Per noi stessi, per la loro serenità e per l’effetto boomerang che provoca ad esempio agli occhi degli altri fratelli. (più grandi o più piccoli)

L’età dei nostri figli e la classe che frequentano ovviamente pone grandi differenze. Normalmente sono i primi anni di scuola, alle elementari che generano la fatica maggiore.

 

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Compiti per le vacanze: come organizzarsi

Gli amici i Mondokids affrontano un argomento delicato e importante per mamme e bambini: i compiti. I compiti delle vacanze sono utili perché aiutano i bambini a consolidare e mettere in pratica anche durante l’estate quanto appreso durante l’anno scolastico appena concluso. E’ importante però che il loro svolgimento sia organizzato nel modo migliore per non stressare i più piccoli e non togliere troppo tempo al gioco e al divertimento delle vacanze.

Aiutateli a organizzare i compiti, creando insieme un calendario, un vero e proprio piano di lavoro in cui deciderete quanto tempo dedicare ai compiti delle vacanze. Nel caso delle scuole elementari solitamente i bambini hanno un unico libro delle vacanze in cui sono comprese tutte le materie; decidere a priori quante pagine leggere o quanti esercizi svolgere ogni giorno alleggerirà il carico di lavoro e eviterà di trovarsi con una grande mole di compiti ancora da fare a settembre, a pochi giorni dall’inizio della scuola.

I compiti delle vacanze possono essere una buona occasione per responsabilizzare i più piccoli che sapranno di avere un impegno giornaliero, ad un orario fisso, preferibilmente al mattino, quando la mente è maggiormente ricettiva, al termine del quale potranno tornare a giocare e godersi le vacanze. Anche la scelta dello spazio in cui svolgere i compiti ha la sua importanza; il bambino infatti dovrà avere a disposizione un luogo silenzioso e comodo in cui concentrarsi.

I genitori non dovrebbero fare l’errore di lamentarsi del numero eccessivo dei compiti assegnati o della loro difficoltà per non “autorizzare” i bambini a fare altrettanto. Al contrario, dovrebbero spronare il bambino a svolgere la sua attività, mostrarsi interessati e complimentarsi con lui per il lavoro svolto giornalmente. Approfittate delle vacanze e del maggiore tempo libero per condividere tempo e attività con i vostri bambini, a partire anche dai compiti delle vacanze; controllare insieme lo svolgimento di un problema o leggere un libro o una favola, contribuirà a rafforzare il legame genitori-bambini.

Oltre i compiti:

A proposito di libri, l’estate rappresenta un’ottima occasione per leggere molto e nutrire la mente,imparando a riflettere e condividere ciò che si è letto. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, dedicandosi alla lettura che è anche un ottimo strumento per migliorare la conoscenza della lingua e l’esposizione orale.

In estate via libera a passeggiate, escursioni e giochi all’aperto; aiuteranno i bambini a socializzare, sviluppare le loro capacità motorie e scoprire le bellezze dei luoghi di villeggiatura, della natura e del mondo animale, per esempio tramite interessanti visite alle fattorie didattiche.

E infine per tenere i bambini occupati e la mente in attività, proponete loro la realizzazione di un diario delle vacanze; sarà un modo creativo e divertente di racchiudere in un quaderno esperienze ed emozioni legate al periodo estivo e allo stesso tempo di mettere in pratica capacità come quelle di scrittura e di disegno. Un modo diverso per ripassare, divertendosi!

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Cervello: solo quello delle donne reagisce al pianto dei bimbi

Lo svela uno studio italiano e la notizia è stata riportata sul Sole24ore. Il cervello femminile è programmato per reagire immediatamente al pianto dei bambini. Non si può, invece, dire lo stesso di quello maschile. A dimostrarlo è uno studio coordinato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Trento pubblicato sulla rivista Neuroreport. Gli autori hanno chiesto a 9 uomini e 9 donne di ascoltare 15 minuti di una registrazione mentre l’attività del loro cervello veniva monitorata con una risonanza magnetica funzionale. Nel frattempo i partecipanti sono stati lasciati liberi di far vagare il loro pensiero. Quando la registrazione veniva interrotta dal pianto di un bambino nel cervello delle donne diminuiva l’attività di due aree note per essere “accese” quando si vaga con il pensiero. Al contrario, nel cervello degli uomini queste stesse aree continuavano a rimanere attive anche nel momento in cui nell’aria risuonava il pianto del piccolo.

Secondo i ricercatori questi risultati indicano che “le donne fermano i pensieri quando esposte al suono del pianto affamato di un bambino, mentre gli uomini vanno avanti senza interuzioni”. Non solo, l’effetto è indipendente dal fatto di essere o meno genitori. In altre parole, il cervello delle donne potrebbe essere naturalmente predisposto a prendersi cura dei bambini.

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Aroma del rosmarino: aiuta concentrazione e memoria

Gli amici di Non Sprecare ci informano e ci rinfrescano la memoria sulla potenzialità di alcune delle più comuni piante. Dovete preparare un esame o un discorso importante e non riuscite proprio a concentrarvi e a memorizzare bene? Niente paura il rimedio giusto al vostro problema è in casa ed è il rosmarino.

Secondo uno studio condotto da due ricercatori della Northumbria University, Mark Moss e Jemma McCready, e presentato nell’ambito della British Psychological Society’s annual conference,l’aroma del rosmarino fa bene al cervello, migliora la concentrazione e aumenta le capacità della memoria.

Perfetto per aromatizzare e dare un sapore più ricco ai nostri piatti, il rosmarino è una pianta ricca di proprietà benefiche: migliora l’umore e contiene acido carnosico e acido rosmarinico, entrambi utili per contrastare l’Alzheimer. Per la ricerca, i due studiosi hanno coinvolto 66 persone suddivise in due gruppi da 33 e li hanno sottoposti a una serie di test sulla memoria, condotti in due diverse stanze: una pervasa dal profumo di rosmarino e l’altra senza alcun profumo.  Ai partecipanti è stato poi chiesto di svolgere alcuni test che consistevano nel ricercare degli oggetti nascosti e nel ricordarne altri che avevano visto velocemente.

È emerso così che i partecipanti che avevano svolto i test nella stanza profumata avevano ottenuto risultati migliori rispetto a quelli che erano stati invece portati nella stanza priva di aroma. Il risultato è che l’aroma del rosmarino migliora la memoria a lungo termine e il calcolo mentale. In particolare, l’aroma del rosmarino, secondo i ricercatori, agirebbe soprattutto sulla memoria prospettica, quella alla base della capacità di ricordare gli eventi che si dovranno svolgere in futuro come ad esempio ricordarsi di prendere le medicine o comprare qualcosa. È per questo che i risultati ottenuti dalla ricerca potrebbero rivelarsi utili anche per la cura dei pazienti con deficit di memoria.

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Solstizio d’estate: quel che forse non sapete

Intorno al 21 giugno il sole celebra il suo trionfo, in quello che è il giorno più lungo dell’anno, ma che allo stesso tempo, rappresenta l’inizio del suo declino. Infatti, dopo il Solstizio d’Estate, le giornate iniziano lentamente ma inesorabilmente ad accorciarsi fino al solstizio d’inverno, in quella che è la fase “calante” dell’anno.

Solstizio deriva dal latino sol stat, il sole si ferma, e, infatti, pare quasi che il sole indugi un po’ in questa posizione prima di riprendere il suo cammino discendente. Il sole raggiunge la sua massima declinazione positiva rispetto all’equatore celeste, per poi riprendere il cammino inverso: inizia l’estate astronomica. In Scozia, come del resto in tutti i paesi anglosassoni, il solstizio d’estate viene chiamato Midsummer, che significa “mezza estate” ed è stata resa celebre dell’opera di William Shakespeare, sogno d’una notte di Mezza Estate. Questa è una delle feste più importanti per il potere del sole ed è il momento più propizio per divinare e trarre auspici.

E’ tempo in cui possiamo ricevere il massimo della potenza solare: la mistica forza che unisce cielo e terra è ora più forte. Questa elementare verità, era conosciuta dagli antichi popoli che pare fossero a conoscenza del fatto che le “ley lines”, le misteriose linee energetiche che solcano la superficie terrestre aumentano la loro carica energetica, tramite potenza solare. Anche monumenti come menhir, dolmen e cerchi di pietre erano forse focalizzatori artificiali del sistema energico terrestre. I cristalli possono essere potentemente caricati al solstizio e siccome il granito dei magaliti di Stonehenge contiene una grande quantità di quarzo, questo cerchio si attiva al Solstizio, generando un forte campo energetico. Non a caso la cerimonia del Solstizio d’Estate è la festa più elaborata e più famosa compiuta dai moderni ordini druidici, che la celebrano ogni anno appunto a Stonehenge. Il neo-druidismo chiama il Solstizio d’Estate Alban Heruin, “Luce dalla riva”. Infatti, la festa è al centro dell’anno, al suo volgere, così come la spiaggia è il luogo d’incontro di mare e di terra dove i due confini si uniscono. Nelle tradizioni antiche la “terra” era la zona astronomica al di sopra dell’equatore celeste e l’”acqua” quella inferiore. Il sole trovandosi nel loro punto d’incontro è come sulla riva del mare.

Il solstizio è anche il momento in cui le Streghe raccolgono le erbe ancora bagnate dalla rugiada, per poi legarli a mazzetti e farle seccare, in quanto questo è il periodo in cui le piante sono al loro massimo splendore e alla loro massima potenza, inoltre la rugiada di questa notte può essere raccolta stendendo un panno la sera e ritirandolo prima dell’alba per poi filtrarlo e raccogliere l’acqua, in quanto si dice abbia energie curative.

Pur se cristianizzata come la festa di San Giovanni (24 giugno) la notte di mezza estate ha conservato tutte le sue valenze magiche. In tutta Europa si traevano presagi ad opera delle ragazze nubili per sapere se si sposeranno ed eventualmente acquisire indizi sull’identità del futuro sposo. La scelta di cristianizzare questa data viene considerata uno dei tanti tentativi della chiesa per rimuovere le credenze pagane, sovrapponendole con le credenze della nuova religione. Infatti il periodo solstiziale era troppo importante all’interno della ritualità precristiana e, a differenza di altri culti, non fu facilmente sradicabile. Questa viene considerata anche una delle tre notti degli spiriti insieme alla festa di Samhain e Beltane. Ciò è dovuto alla credenza che questa notte i confini tra i mondi siano talmente sottili da rendere questa notte ottima per trarre divinazioni e auspici. Questa è anche la festa degli spiriti della natura, del piccolo popolo e della fate. (altro…)

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